La Cattedrale di San Vito

La Cattedrale di San Vito è uno degli edifici più significativi del Gotico boemo e può accogliere fino a 8000 fedeli. La sua costruzione è durata alcuni secoli e vi hanno contribuito svariati architetti. Il suo profilo panoramico è stato spesso usato come il simbolo di Praga, la capitale della Repubblica Ceca.

La Rotonda di San Vito

La Cattedrale di San Vito è situata nel luogo dove, nel 928, fu fatta costruire la Rotonda di San Vito dal principe Venceslao (in seguito santo e primo patrono dei Boemi).
La Rotonda di San Vito aveva un diametro di 13 metri ed aveva quattro absidi. Purtroppo dopo qualche tempo si dimostrò troppo piccola per poter accogliere un maggior numero di fedeli sicché nel 1060 il principe Spitignew la fece demolire e al suo posto fece costruire una chiesa molto più grande – la Basilica di San Vito. La Basilica di San Vito aveva tre navate e vantava dimensioni notevoli: lunghezza 70 m, larghezza 36 m.

La Cattedrale di San Vito

La costruzione della Cattedrale di San Vito iniziò nel 1344 su modello francese: Carlo IV rientrò dal suo soggiorno di studio in Francia e decise di risanare il Castello di Praga, che all’epoca era in condizioni desolate e trascurate, per trasformarlo in una dimora degna per il sovrano boemo. Oltre al Palazzo Reale fece costruire proprio la Cattedrale di San Vito, anche se non visse abbastanza a lungo per vederla completata.
ll primo architetto fu Matthias di Arras, il quale era alla guida dei lavori fino al 1356, quando assunse la supervisione della costruzione l’autore del Ponte Carlo, Petr Parléř. Dopo di lui si dedicarono alla costruzione i suoi figli – Venceslao e Giovanni.
Nel periodo gotico fu costruita la parte est, la quale parte dalla Piazza di San Giorgio e termina con la Grande torre sud.

Come si costruiva all’epoca

Tutti i grandi edifici gotici venivano costruiti dal cosiddetto consorzio edilizio, una società di artigiani ben organizzata. I più importanti e ricercati erano gli scalpellini ed i muratori. Oltre ad essi contribuivano alla costruzione anche carpentieri e fabbri, per i lavori di supporto venivano ingaggiati manovali. Il consorzio era gestito da un certo “direttore”, la parte tecnica era a cura del costruttore.
Prima di tutto erano necessari i progetti della costruzione, in seguito venivano ingaggiati gli scalpellini. Questi trasportavano la quantità necessaria di materiale da una cava. Questo veniva poi scolpito per ottenere le forme necessarie. Gli scalpellini più dotati venivano impiegati anche come scultori.
Le forme scolpite venivano poi posate nei punti richiesti mediante un paranco. Questo era azionato da una grande ruota nella quale camminavano i manovali e in questo modo la facevano girare. Un altro gruppo di manovali portava su scale a pioli la malta e le pietre più piccole.
I carpentieri montavano l’impalcatura, scolpivano le travi per la costruzione del tetto e costruivano la cassaforma per le volte. Il fabbro fabbricava i tiranti e riparava gli strumenti edili.
Nel periodo gotico lavoravano alla costruzione 27 scalpellini, 10 posatori, 7 muratori e 52 manovali.

 

Osserviamo la Cattedrale

Vista da fuori

La torre principale rimase incompiuta durante il periodo gotico. Agli angoli presenta grandi pilastri di sostegno, accanto a questi si trova l’entrata sud, il cosiddetto Cancello d’Oro.

Il Cancello d’Oro

L’entrata ha tre portali con archi gotici ed un mosaico sopra di essi. Il mosaico fu fatto realizzare da Carlo IV al ritorno dal suo viaggio a Roma per l’incoronazione della sua quarta moglie (1368 - 9). Questo mosaico è un’opera unica nell’oltralpe e raffigura il Giudizio universale. Al centro della composizione troviamo Cristo e sei patroni boemi. In basso sta inginocchiato separatamente Carlo IV con la moglie Elisabetta di Pomerania. Gli autori del mosaico erano intarsiatori veneziani.
La composizione del mosaico si ricollega al Giudizio universale di Giotto nella cappella della famiglia Scrovegni a Padova, qui sono però ben evidenti elementi della tradizione artistica boema.

Le finestre della cappella e le grandi finestre dell’alto coro sono decorate da vari trafori. Questi elementi erano una decorazione molto usata nel periodo gotico e si possono trovare anche sui portali ed in altri luoghi.
Sulla facciata esterna e sui pilastri di sostegno troviamo una grande quantità di dettagli scultorei. Molti però non sono visibili dal basso. Per vederne almeno alcuni bisogna visitare la Torre Grande. Sui lati della finestra grande con sbarre dorate possiamo scorgere quattro aggetti – teste con facce ghignanti, negli angoli in basso sotto alla finestra ce ne sono altri due a forma di animale.
Altrettanto varie e incredibili sono le forme delle gargolle, dalle quali scorre acqua quando piove. Purtroppo si tratta di copie, eccetto una.

Visita degli interni

La visita degli interni della Cattedrale inizia nel transetto davanti alla ringhiera in pietra del presbiterio. Davanti a questa si apre l’alto coro con una volta reticolata.
I costoloni della volta si innalzano dai sostegni che si incontrano in basso con i pilastri. Tra i sostegni non c’è nessun muro ma solo grandi finestre con trafori.
Il deambulatorio aperto sotto alle finestre dell’alto coro, il cosiddetto triforium, fiancheggia la ringhiera con decorazioni a traforo. Proseguendo si possono vedere gli archi a cuspide delle arcate, i quali dividono il deambulatorio del coro con la cappella dal presbiterio. I pilastri delle arcate sono profilati in vari modi e i turisti possono cercare di indovinare quali tra essi siano opera del primo costruttore Matthias di Arras e quali del suo successore Petr Parléř (quelli finemente profilati sono di Matthias, quelli che sembrano formati da aste cilindriche di Parléř).
Attraverso il deambulatorio del coro si passa intorno a tutta la parte originariamente gotica della chiesa. Non dimenticate di notare le volte reticolate nelle cappelle perimetrali. In tre di esse si trovano le pietre tombali di principi e re, opere scultoree di spicco del periodo gotico.

La Cappella di San Venceslao

La Cappella di San Venceslao è una cappella colorata, sui muri troviamo pietre preziose accuratmente lucidate e pitture murali. È situata sul posto dove prima giaceva la tomba di San Venceslao.
Sopra alle sbarre accanto all’altare si trova il ritratto dipinto di Carlo IV.  Le restanti pitture rappresentano la leggenda di San Venceslao. Sulla cornice del muro frontale della Cappella di San Venceslao si trova la più famosa statua gotica in Repubblica Ceca, la statua di San Venceslao. Il suo autore fu probabilmente Petr Parléř.

La Camera dell’incoronazione

Nella Camera dell’incoronazione sono conservati i gioielli della corona boema. La Camera si trova sopra la Cappella di San Venceslao, dalla quale una scala a chiocciola conduce alla Camera. La scala è protetta da una porta con sette serrature del 1876. Le loro chiavi sono conservate da rappresentanti dello stato: il presidente della repubblica, il predisente del consiglio, l’arcivescovo di Praga, il presidente del Senato, il presidente della Camera dei deputati, il prevosto del capitolo di San Vito ed il sindaco di Praga.

Dopo la morte di Carlo IV Petr Parléř, insieme ai suoi figli, portò avanti i lavori di costruzione ma all’inizio del XV secolo i figli di Parléř chiusero il cantiere con una parete di tavole e un frammento della chiesa con un muro. In questo modo la Cattedrale rimase per altri cinquecento anni incompleta.

Il completamento neogotico

Il copmletamento della Cattedrale di San Vito non venne avviato da nessun sovrano bensì dall’Unità per il completamento della chiesa metropolitana di San Vito del Castello di Praga. Grazie a questa associazione venivano organizzate svariate collette per rinnovare il consorzio edilizio che per prima cosa riparò la parte medievale della cattedrale.
Nel 1873 venne posata la pietra angolare del completamento della Cattedrale. Il progetto fu elaborato da Josef Mocker che prese spunto da quello di Petr Parléř: ne riprense le dimensioni (le altezze delle volte, gli intervalli tra i pilastri, la grandezza delle finestre) e l’orientamento. La nuova parte della chiesa ha una navata principale, due navate laterali e due file di cappelle sui lati nord e sud.
La nuova facciata ovest con tre portali d’entrata culmina con due torri. I loro tetti sono formati da sottili piramidi composte da decorazioni a traforo in pietra arenaria.

Come venne eseguito il completamento

La parte moderna fu costruita similmente come nel medioevo: con blocchi di pietra scolpiti da scalpellini. Le decorazioni a traforo delle finestre venivano create da elementi profilati intagliati a mano, le volte arcuate in mattoni con costoloni curvati e le finestre venivano riempite con lastre di vetro (spesso colorate) fissate nel piombo. Così come nel medioevo la costruzione veniva decorata con plastiche di maschere, di animali e di piante sui capitelli e sugli aggetti, con decorazioni a traforo e con gargolle orripilanti.

Il completamento della Cattedrale, dopo cinque secoli, incontrò inevitabilmente ovviamente anche le tecnologie moderne. L’armatura del tetto della parte nuova è formata da profili laminati in acciaio collegati mediante rivetti. La sommità del tetto che culmina con gigli è composta da elementi in ghisa. L’armatura del tetto della flèche è in acciaio, su di essa si trova una cassaforma in tavole e una copertura in lamiera di rame con decorazioni battute.

La nuova silhouette della Cattedrale dopo il completamento, con due torri a ovest, ha modificato notevolmente il panorama del Castello di Praga. E fino ad oggi rappresenta l’ultima grande modifica della sua lunga storia.