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Rodolfo II d‘Asburgo

Rodolfo II d‘Asburgo (nato il 18 luglio 1552, deceduto il 20 gennaio 1612) fu imperatore romano, re di Boemia, di Ungheria e di Croazia e arciduca d’Austria. Suo padre era l’imperatore Massimiliano II, sua madre Maria d’Asburgo.

Nonostante il fatto che Massimiliano, il padre di Rodolfo, fosse cattolico, la sua fede non era ortodossa. Per questo Rodolfo fu mandato in Spagna insieme a suo fratello minore alla corte di Filippo II, suo zio. Là ricevette un’educazione rigidamente religiosa. Nel 1571, dopo sei anni, Rodolfo tornò a Praga, non mostrava tuttavia un’inclinazione religiosa fanatica. Aveva a disposizione un’educazione e conoscenze che per la Vienna di allora erano al di sopra della media. Lui tuttavia si interessava piuttosto di scienza e di arte.

Suo padre Massimiliano gli garantì negli anni a venire cariche reali in diverse parti della Monarchia asburgica – all’inizio venne eletto re di Ungheria, poi di Boemia ed in fine del Sacro Romano Impero. Nel 1576, quando il padre di Rodolfo morì, Rodolfo diventò suo successore anche nella funzione di imperatore.

Rodolfo II e Praga

Nel 1583 l’imperatore decise definitivamente di stabilirsi a Praga. Il motivo più probabile è che considerava Praga la metropoli più forte da un punto di vista politico e strategico.

Già i suoi predecessori asburgici contribuirono alla trasformazione del Castello di Praga in una dignitosa residenza rinascimentale – iniziò la costruzione di nuovi edifici e di spazi per il divertimeto, tra i quali la sala per la pallacorda e la residenza estiva. Durante il regno di Rodolfo II Praga fu importante non soltanto dal punto di vista politico ma soprattutto da quello artistico. In quel periodo vissero alla corte dell’imperatore artisti ed alchimisti dell’epoca – tra i quali ad esempio Giuseppe Arcimboldo, Adrian de Vries, Tycho de Brahe o Giovanni Keplero.

In questo ambito il contributo di Rodolfo II è ben visibile nella costruzione della Pinacoteca - "la camera dell’arte", come veniva chiamata all’epoca, fu un grande successo non solo in Europa. Per le collezioni fu delimitato lo spazio del Salone spagnolo e l’ala nord del palazzo. Nel 1612 un ambasciatore veneziano riferiva della ricca e disordinata collezione del Castello – statue e quadri sono qui ammucchiati senza essere stati classificati...

Rodolfo II ed il disturbo mentale

Intorno al 1580 iniziarono a fare capolino i primi sintomi del suo disturbo psicologico, oggi conosciuto con il nome di disturbo bipolare. A causa di attacchi di furia e di frequenti depressioni l’imperatore veniva sottovalutato e la sua persona veniva screditata dal pubblico. Più tardi lo colpì anche la mania di persecuzione, temeva che suo fratello Mattia lo potesse esentare della funzione di imperatore e re a suo favore.

Più tardi Mattia prese davvero il suo posto. Ciononostante Rodolfo mantenne per un periodo abbastanza lungo la capacità di prendere decisioni giuste e vantaggiose e rimase attivo in politica. Nel 1606 tuttavia, durante una riunione segreta, Mattia venne riconosciuto come successore di Rodolfo dagli arciduchi asburgici, un anno dopo Mattia ottenne militarmente anche parte del territorio sicché a Rodolfo rimase soltanto il titolo di imperatore e le terre boeme. Nel 1609 l’imperatore emise su pressione politica degli stati boemi la “Lettera di maestà”, la quale concedeva la libertà di culto ai Boemi.